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UPSIDE DOWN

"Upside Down" è il risultato del percorso terapeutico teatrale svolto dai ragazzi disabili del Teatro Patologico, all'interno del laboratorio condotto da Dario D'Ambrosi nella scuola "La Magia del Teatro". D’Ambrosi, attraverso uno straordinario allestimento teatrale, intende rappresentare il disagio quotidiano cui ogni individuo deve sottostare; si tratta così il malessere personale, quello emotivo e lavorativo. In scena compaiono dei figuranti con corpi apparentemente capovolti: le scarpe sono appese al soffitto, capelli e cappelli appoggiano sul pavimento.
Si comunica l'idea di uno spazio sospeso, senza tempo ed equilibrio, dove valori e cardini sono spazzati via in una società senza equilibrio, priva di guide carismatiche e solide, cui appoggiarsi ed ispirarsi per costruire e costruirsi.


La protagonista, spaurita e provata da un percorso di vita segnato da terapia farmacologica violenta e reduce di innumerevoli sedute di elettroshock. La realtà le appare così insicura e straniante da credersi autrice della deformazione presente in scena e nella sua vita, risultato della terapia feroce e disumana.
Si avvicendano in scena vari personaggi, ognuno con un aspetto UPSIDE DOWN: i vestiti sono al contrario, scarpe in testa e cappello ai piedi. Marina capisce così di non essere preda di allucinazioni, la realtà è davvero divenuta un guazzabuglio e solo lei può aprire occhi, mente e cuore ai suoi amici, aiutandoli a ritornare con i piedi per terra.
Diviene così evidente che la persona apparentemente più sperduta ed abbandonata possa risolvere anche la situazione più complicata.
La rappresentazione, interamente messa in scena dalla compagnia diversamente abile del Teatro Patologico, ha in sé elementi di musica dal vivo e danza.